Firenze. 1989. Ironie della sorte

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Firenze. 1989. Festa nazionale de “l’Unità”.

Una festa originale. Parecchio.

Anzitutto perché non si concluse col comizio conclusivo del Segretario del partito ma con una performance del ballerino russo esule in Occidente Rudolf Nureyev.

I maligni di “Tango” dissero che Occhetto aveva deciso di non parlare di domenica sera dato che “la Repubblica” non usciva il lunedì…

Quindi parlò di sabato sera. E disse che il nuovo Partito Comunista aveva cambiato pantheon: basta con Marx, Lenin e Togliatti.  Il nuovo olimpo dei padri sarebbe stato formato da

Olaf Palme, Willy Brandt e Enrico Berlinguer.

Nel giro di una settimana morirono d’infarto due grandi storici del partito, Paolo Spriano e Giorgio Candeloro. Ironia della sorte.

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