Lo strazio della memoria

AndreaRomano

Negli anni recenti, c’è stata una vera e propria proliferazione di libri di memorie e autobiografie politiche scritti da dirigenti e simpatizzanti del Pci. Un rito collettivo di ripensamento del Pci degli anni Ottanta.

Ma che cosa sono tutte queste memoirs? Un’autobiografia di massa?

Lo storico Andrea Romano ci dà uno spunto interessante nel suo libro “Compagni di Scuola” del 2007.

 

Nella generazione dei postcomunisti che racconta la propria trasformazione c’è lo stesso strazio e lo stesso sbaraglio dei giovani partigiani di Calvino, ma non certo quella «spavalda allegria». L’antica militanza, infatti, era saldamente agganciata a un partito dotato di un senso politico ancora indiscusso, e quando quel senso scompare, il vuoto viene riempito da un flusso di memorialistica più o meno compiuta ma tutta chiusa dentro una dimensione personalistica e quasi impolitica. Nell’ansia di dar conto di quanto era accaduto a sé stessi e al movimento cui si apparteneva, nel desiderio di raccontare quel passaggio spettacolare tra due mondi di cui si è stati protagonisti. (p. 10)

 

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