prima dell’ecologia, il lavoro. I referendum

#PCI80_PERSONE_LAYER

Oggi si vota ad un referendum su un tema legato all’ambiente e alla politica energetica del Paese. Quando ancora del petrolio se ne occupava l’ENI, prima dei Verdi e di ItaliaNostra, il Pci scendeva in piazza – nella foto il 7 giugno 1985 a Roma – per sostenere il voto favorevole al Referendum contro il taglio dei punti di contingenza della cosiddetta “Scala Mobile” previsto dal cosiddetto “Decreto di San Valentino” del ministro del Lavoro socialista Gianni De Michelis.

“La battaglia contro il decreto fu l’ultima combattuta dal movimento operaio italiano – un punto finale d’impatto ancora maggiore della più nota tappa del 1980. Questo per una serie di motivi: anzitutto il Pci si era impegnato in prima persona in un referendum – cosa che in passato si era ben guardato dal fare, limitandosi ad appoggiare consultazioni promosse da altri; poi perché il sindacato era stato direttamente coinvolto nella vicenda – spaccandosi non solo l’accordo tra le tre Confederazioni ma all’interno della Cgil anche quello tra le due correnti socialista e comunista; infine, perché nel 1980, per quanto la conclusione della controversia sindacale alla Fiat fosse stata una disfatta epocale, molti comunisti continuarono dopo di allora a considerarsi tali – ossia continuarono ad essere finanche orgogliosi della propria appartenenza di classe. Viceversa, dopo il 1984 si aprì la strada di un acuto dibattito nel partito, che mise in dubbio il suo stesso ruolo sociale e la propria immagine di sé, spingendolo in una rapida china verso la fine.  Un dibattito che crebbe da allora e che – passando per la successiva sconfitta elettorale del 1987 e sotto i colpi della trasformazione mondiale del 1989, come vedremo più avanti – portò il partito a una totale trasformazione e all’abbandono del nome comunista. La sconfitta nella battaglia del referendum può dunque essere considerato come un inizio della fine della cultura comunista”.

Noi, in “Trent’anni dopo” la vediamo così. E voi?

 

Per una ricostruzione della vicenda vi mandiamo al bel contributo dello storico Alexander Höbel: Trent’anni dopo. La lotta per la scala mobile del 1984 e l’Italia di oggi, in UnoeTre.it, online.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...