Tanti auguri Segretario!

Occhetto compleanno

Oggi non possiamo che fare gli auguri ad Achille Occhetto per i suoi 80 anni!

Il nostro profilo del Segretario nel futuro libro “Trent’anni dopo”:

Achille Occhetto, detto Akel, nasceva a Torino nel 1936 da un padre partigiano, editore di Einaudi e Feltrinelli e fondatore della Sinistra Cristiana con Felice Balbo e Franco Rodano. A Milano, Achille si iscrisse al Pci e alla Fgci e si aprì i primi spazi al confluire degli universitari comunisti nell’Unione Goliardica Italiana, arrivandone presto ai vertici. Segretario della Fgci dal 1962 al 1966, cercava una maggiore autonomia dell’organismo giovanile dal partito, tramite riviste quali Città futura e Nuova Generazione. Inserito tra gli oratori alle esequie di Togliatti, era legato a Luigi Longo da ottimi rapporti, tanto da essere designato a far parte della delegazione del Pci in Vietnam nel 1965. Nel 1968 si era schierato a favore dei movimenti studenteschi. Nel 1969, con Berlinguer vicesegretario, gli fu offerta la gestione di un’area provinciale. Scelse la Sicilia, di cui nel 1973 diventò Segretario regionale. Fu il trampolino per tornare a Roma. Responsabile della Sezione scuola prima, di quella per il Mezzogiorno poi, arrivò in Segreteria nel 1983, per volontà di Berlinguer che gli affidò anche la sezione Stampa e Propaganda. Autore delle Tesi del XVII Congresso, da cui uscì Coordinatore di Segreteria, divenne, come visto, Vicesegretario nel 1987, infine Segretario nel 1988.

I commentatori si sono focalizzati più volte negli anni sui suoi aspetti caratteriali – ed egli stesso nelle sue memorie torna più volte ad insistere sull’importanza del suo vissuto umano e biografico nelle sue scelte politiche – senza però mettere in luce che Occhetto era ed è un uomo colto, dalle ricche letture e dai vasti riferimenti, come si evince dai suoi appunti controvoglia pubblicati nel 1994[i].

Un aspetto forse passato in secondo piano anche per il confronto con l’indiscussa autorevolezza dei suoi predecessori – come detto, a Natta si riconosceva anzitutto un virtuosismo intellettuale, laddove per contrasto a Occhetto sono state spesso attribuite doti di carisma e di ingegno mediatico[ii].

[i]           Per dei profili dei “quarantenni”, cfr. D’Agata S., Dalla falce alla quercia, Editalia, Roma, 1990; su Occhetto: Ibba F., Il togliattiano eretico, in ““l’Unità””, 22/6/1988.

 [ii]           V. gli appunti personali di Occhetto in Id., Il sentimento e la ragione. Un’intervista di Teresa Bartoli, Rizzoli, Milano, 1994.

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Date salienti.

dell'atri

Che poi, ok, la storia non è fatta di nomi e date, ma ogni tanto servono anche quelle….

Quindi oggi vi proponiamo una rapidissima cronologia, tratta dal progetto della storia d’Italia raccontata da Giorgio Dell’Atri per il Corriere della Sera.

Cronologia della svolta della Bolognina. 

 

Buona lettura!

1989. 12 Novembre

“Abbandoniamo vecchie strade e inventiamone di nuove”.

Questo il senso del discorso di Occhetto secondo Walter Donati, il redattore de l’Unità incaricato di seguire l’inattesa comparsata del Segretario Generale del Pci alla riunione degli ex-partigiani dell’area della Bolognina (BO).

Era il 12 novembre 1989.

Tre giorni dopo il crollo del muro di Berlino, cinque anni dalla morte di Berlinguer.

Cinque anni in cui Occhetto, attorniato da una leva di nuovi dirigenti “quarantenni”, aveva sostanzialmente proceduto ad una revisione di forme e contenuti dell’identità comunista tale da rendere del tutto prevedibile una mossa del genere.

Ma che cosa disse Occhetto? In realtà non disse nulla di nuovo rispetto al percorso portato avanti negli anni precedenti. Le vere novità vennero dopo, e la “Svolta” fu più un momento di rilevanza mediatica per l’assonanza con l’analoga mossa di Gorbacëv – che si era rivolto proprio ai veterani della guerra per spiegare il senso della sua Perestrojka.

“E’ necessario andare avanti con lo stesso coraggio che fu dimostrato durante la Resistenza”.

Con il crollo del Muro di Berlino “finisce davvero la Seconda Guerra Mondiale”

“Voi avete vinto la Seconda Guerra Mondiale. Ora, se non volete che venga persa, non bisogna conservare ma impegnarsi in grandi trasformazioni”.

Cambiare tutto per non cambiare niente? e soprattutto: cambiare il nome?

Le strade nuove “lasciano presagire tutto”.

Così, sinteticamente, il quotidiano comunista tratta della “Svolta” che cambiò i due successivi decenni dell’Italia il 13 di novembre del 1989. Lo spazio principale era dedicato ad altri grandi eventi: la Germania Est, la morte di Dolores Ibarruri “Pasionaria”.

Così in realtà si concluse una storia, quella del Pci, e si aprì il travagliato cammino alla ricerca di una nuova identità e di un nuovo ruolo… ma questa è un’altra storia.

(la foto è di Umberto Gaggioli, conservata presso la Fondazione Istituto Gramsci dell’Emilia Romagna. Una galleria è disponibile qui)