Pronti a correre in libreria?!

PCI80

Che cosa c’è di più bello di un libro sul Pci che esce il Primo Maggio??? 

Ora in tutte le libreria – anche quella sotto casa,”Trent’anni dopo. Il Pci degli anni ’80”, editrice @OltreEdizioni

A quasi trent’anni dalla Bolognina, e dopo analisi e ricostruzioni sovrappostesi a quegli eventi, due autrici trentenni analizzano storia e memoria del Partito Comunista Italiano alla ricerca, nelle pieghe degli anni Ottanta, di alcune chiavi di lettura per la comprensione del presente.
Nella prima parte si analizzano gli ultimi cinque anni (1984-1989) del Pci e la crisi dell’auto-rappresentazione del partito portata avanti dal suo gruppo dirigente.
La seconda parte sviluppa un’analisi delle ricostruzioni narrative e memoriali dello stesso partito prodotte da intellettuali e militanti dopo il 1989.

http://www.oltre.it/biblioteca/store/comersus_viewItem.asp?idProduct=3223

Tanti auguri Segretario!

Occhetto compleanno

Oggi non possiamo che fare gli auguri ad Achille Occhetto per i suoi 80 anni!

Il nostro profilo del Segretario nel futuro libro “Trent’anni dopo”:

Achille Occhetto, detto Akel, nasceva a Torino nel 1936 da un padre partigiano, editore di Einaudi e Feltrinelli e fondatore della Sinistra Cristiana con Felice Balbo e Franco Rodano. A Milano, Achille si iscrisse al Pci e alla Fgci e si aprì i primi spazi al confluire degli universitari comunisti nell’Unione Goliardica Italiana, arrivandone presto ai vertici. Segretario della Fgci dal 1962 al 1966, cercava una maggiore autonomia dell’organismo giovanile dal partito, tramite riviste quali Città futura e Nuova Generazione. Inserito tra gli oratori alle esequie di Togliatti, era legato a Luigi Longo da ottimi rapporti, tanto da essere designato a far parte della delegazione del Pci in Vietnam nel 1965. Nel 1968 si era schierato a favore dei movimenti studenteschi. Nel 1969, con Berlinguer vicesegretario, gli fu offerta la gestione di un’area provinciale. Scelse la Sicilia, di cui nel 1973 diventò Segretario regionale. Fu il trampolino per tornare a Roma. Responsabile della Sezione scuola prima, di quella per il Mezzogiorno poi, arrivò in Segreteria nel 1983, per volontà di Berlinguer che gli affidò anche la sezione Stampa e Propaganda. Autore delle Tesi del XVII Congresso, da cui uscì Coordinatore di Segreteria, divenne, come visto, Vicesegretario nel 1987, infine Segretario nel 1988.

I commentatori si sono focalizzati più volte negli anni sui suoi aspetti caratteriali – ed egli stesso nelle sue memorie torna più volte ad insistere sull’importanza del suo vissuto umano e biografico nelle sue scelte politiche – senza però mettere in luce che Occhetto era ed è un uomo colto, dalle ricche letture e dai vasti riferimenti, come si evince dai suoi appunti controvoglia pubblicati nel 1994[i].

Un aspetto forse passato in secondo piano anche per il confronto con l’indiscussa autorevolezza dei suoi predecessori – come detto, a Natta si riconosceva anzitutto un virtuosismo intellettuale, laddove per contrasto a Occhetto sono state spesso attribuite doti di carisma e di ingegno mediatico[ii].

[i]           Per dei profili dei “quarantenni”, cfr. D’Agata S., Dalla falce alla quercia, Editalia, Roma, 1990; su Occhetto: Ibba F., Il togliattiano eretico, in ““l’Unità””, 22/6/1988.

 [ii]           V. gli appunti personali di Occhetto in Id., Il sentimento e la ragione. Un’intervista di Teresa Bartoli, Rizzoli, Milano, 1994.