un “dover essere”

Per fare un libro…

Per fare un libro ci vogliono altri libri. Molti altri libri.

Possibilmente tutti quelli che sono usciti su un tema.

Oggi inauguriamo la sezione Libri, riflessioni che ci sembrano particolarmente utili di chi già ha studiato il Pci degli anni Ottanta.

Ci piace cominciare con una citazione tratta da un saggio di Andrea Guiso, un giovane ricercatore dell’Università Sapienza di Roma, che sintetizza in buona parte la visione d’insieme del nostro lavoro:

“nelle analisi consacrate da storici e protagonisti del tempo alla vicenda comunista degli anni ottanta, la chiave della cultura politica ha rivestito una funzione esplicativa essenziale. Non è forzato osservare, al tempo stesso, come tale tendenza ad accordare al dato culturale valore euristico generale abbia finito per sostanziarsi, non poche volte, in una lettura della crisi del comunismo in termini di limiti, deficit di analisi o ritardo del Pci nel cogliere novità e mutamenti profondi avvenuti nella società italiana durante quel decennio cruciale. (…) quel che hanno in comune, infatti, tutte o almeno buona parte di queste interpretazioni, è la presunzione di un “dover essere” di quel partito”. Impostazione da cui è derivata, in ultima analisi, la questione del Pci come mancata forza riformista”

(Guiso, A., Paradigmi della cultura politica comunista negli anni Ottanta. Appunti per una storia comparata degli ultimi anni del Pci, in Orsina G. (a cura di), “Culture politiche e leadership nell’Europa degli anni Ottanta”, Rubettino, Soveria Mannelli, pp. 275-276)

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