Non potevamo non…

PSI Rimini 1987

Aprile 1987. Come non ricordare in questo blog sul Pci degli anni Ottanta quel grande spettacolo politico che fu il Congresso di Rimini dei Nemici-Amici socialisti?

Come ha osservato Giampaolo Pansa, a Craxi guardava “una parte dell’Italia emergente e terziaria, il quadro d’azienda, l’operaio specializzato, il progressista liberal, il borghese che vuole quel tanto di riforme e basta, ma niente di eversivo, mi raccomando. E Craxi promette le cose giuste: ottimismo, stabilità, democrazia efficiente e forte”.

I faraonici congressi del Psi “rappresentarono” l’idea della società e del potere, contribuendo al trionfo della politica spettacolo e del carisma mediatico: dal gigantesco garofano rosso del 1981 al tempio finto-ateniese con annesso coro dal Nabucco di Verdi di Rimini nel 1987.

Queste faraoniche ideazioni allestitive dell’artista siciliano Filippo Panseca contribuirono all’affermazione della “scommessa carismatica” di Craxi. Il carisma del leader apparve ora non l’espressione di un blocco sociale, ma di un surrogato di essi fortemente alimentato dai mezzi di comunicazione. Stavano intervenendo forti modificazioni nel rapporto tra politica e media: ancora resisteva il comizio come formula, ma si ritirava nel chiuso delle convention e delle sedi televisive. Il “glamour” sembrava trionfare sulla politica, tanto che un dirigente storico dello stesso Psi come Rino Formica ironizzò sui “nani e ballerini” alla corte del re.

Firenze/Europa 1986

firenze

Il 9 di aprile del 1986 cominciò a Firenze il XVII Congresso del Pci.

Per la prima volta il partito comunista non si considerava più parte del “movimento operaio”, come ancora aveva detto Berlinguer nel XVI Congresso del 1983, ma “della sinistra europea”.

Per e con la sinistra europea sarebbe stato elaborato un nuovo programma: il programma diventava il cemento dell’identità.

Veniva meno anche la sicurezza di Berlinguer sull’esattezza della line apolitica come un’intrinseca caratteristica della storia del Pci: crollava la certezza della superiorità morale dell’essere comunisti e l’identità iniziava ad essere definita secondo parametri di concretezza.